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Personale a.t.a. - Posizioni economiche: nuove graduatorie (indizione procedure e presentazione domande)
Il MIUR, in attuazione dell'accordo 12.5.2011 e facendo seguito alla nota 9762 del 25.11.2011, ha emanato la nota 193 del 12.1.2012 con la quale - al fine della formulazione di nuove graduatorie per l'attribuzione per surroga con effetto dall'a.s. 2012/13 sia della prima che della seconda posizione economica - detta alle Direzioni Regionali richiedenti specifiche disposizioni per l’indizione delle nuove procedure concorsuali.
Gli aspiranti - compresi coloro i quali abbiano eventualmente rinunciato al precedente conferimento di una posizione economica ovvero siano stati depennati dalla graduatoria - dovranno presentare domanda esclusivamente attraverso “istanze on line” dal 16 gennaio al 6 febbraio 2012. Non saranno valide le istanze presentate dagli interessati su moduli cartacei.
Coloro che sono già inclusi nelle graduatorie non ancora esaurite (in quanto hanno titolo ad essere convocati, in relazione alle disponibilità annualmente esistenti e secondo l’ordine di collocazione nelle preesistenti graduatorie) non dovranno presentare alcuna domanda.
Allegato:
Roma, 16 gennaio 2012
Dismettere i corsi di lingua e cultura italiana all’estero? No, grazie!

La CISL Scuola - in merito all’ordine del giorno presentato dal sen. Micheloni (PD) in sede di esame del decreto legge 6.12.2011, n. 201 (“disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici”), ordine del giorno che “impegna il Governo a valutare l’opportunità di richiamare gli insegnanti di ruolo che svolgono corsi di lingua e cultura italiana all’estero alla fine dell’a.s. 2011/12 e destinare i risparmi così realizzati al finanziamento degli enti gestori di detti corsi che utilizzano insegnanti assunti in loco” - non può che esprimere un giudizio fortemente negativo, ribadendo la propria contrarietà ad interventi improvvisati che impropriamente giustificati dalla necessità di eliminare sprechi, vogliono sottrarre risorse strategiche nel settore della politica culturale estera del nostro paese.
L’esistenza di scuole italiane all’estero e l’attivazione dei corsi, infatti, rappresentano fondamentali attività di assistenza scolastica a favore dei lavoratori italiani all’estero e dei loro congiunti emigrati e costituiscono l’asse portante per la diffusione e la promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo.
Non si comprende quale risparmio possa essere realizzato se già attualmente sono attivati circa 19.700 corsi di insegnamento gestiti da 218 enti, ai quali il MAE concede - per la gestione dei corsi stessi - contributi che gravano sul bilancio del Ministero medesimo.
Nel rivendicare la priorità dell’intervento diretto dello Stato, la CISL Scuola ritiene necessaria, invece, l’organica riforma dell’intero intervento statale che abbia come fondamenti, tra gli altri:
• il pieno ed efficace coordinamento dei Ministeri coinvolti;
• l’affidamento di dirette e più estese competenze al MIUR sulle materie che attengono agli aspetti didattici e alla specifica formazione del personale docente e non docente;
• la valorizzazione dei corsi, oltre che delle scuole, per individuare situazioni nelle quali sia possibile elaborare e realizzare concretamente progetti che consentano di affrontare temi quali il recupero, l’accoglienza, il disagio, non sempre opportunamente regolamentati.
Per la CISL Scuola, infine, è preoccupante la convinzione che enti, associazioni o privati possano gestire la diffusione della lingua e della cultura del nostro Paese, operando al di fuori di parametri e di regole.
Anche all'estero, cosi come in territorio nazionale, lo Stato deve essere il soggetto che detta le regole pubbliche (trasparenza, valutabilità, partecipazione, garanzia di non discriminazione, regole contrattuali per il personale) alle quali debbono attenersi tutti i soggetti che intendono collocarsi dentro il sistema di “istruzione- formazione”.
Roma, 25 gennaio 2012
ENAM, ragionare e decidere
La segreteria nazionale della Cisl Scuola interviene, con una nota, sui servizi e sulle prestazioni
dell’ex Ente Nazionale di Assistenza Magistrale e sulla relativa trattenuta.
Abolire una trattenuta: proposta di per sè accattivante, specie di questi tempi. Per chiunque su questo raccolga firme, il successo è scontato. Ecco quindi proliferare le sottoscrizioni per eliminare la ritenuta obbligatoria per l’ENAM, motivate col fatto che l’ente è stato soppresso.
Viene da chiedersi: ma la trattenuta serviva a tenere in vita un ente o ad assicurare l’accesso alle sue prestazioni e ai suoi servizi?
La domanda non è oziosa, perché se è vero che l’ENAM è stato soppresso, con una decisione che la Cisl Scuola ha giudicato profondamente ingiusta e immotivata (e che il sen. Giaretta del PD, relatore di minoranza, in sede di discussione della legge giunse a definire “esproprio proletario”), è altrettanto vero che l’INPDAP, almeno stando a ciò che dice la legge, ne ha rilevato beni e funzioni, con l’impegno ad assicurare la continuità nell’erogazione delle prestazioni.
Di questo allora crediamo si dovrebbe discutere: le prestazioni di natura solidaristica e assistenziale da sempre erogate dall'ENAM conservano o meno, oggi, il loro senso e la loro utilità?
Per non ragionarne in astratto: quante sono, attualmente, le domande di accesso ai servizi? Quale l’entità degli interventi? Quale può essere in prospettiva il fabbisogno di assistenza, in una fase di accresciute difficoltà socio-economiche? Su questo, più che a raccogliere firme a scopo auto promozionale, tutti dovrebbero dedicarsi a riflettere e ragionare, in modo particolare quelle organizzazioni che hanno ricoperto, ancora nel recente passato, ruoli di grande rilievo e responsabilità nella gestione dell'Ente.
La Cisl Scuola crede che il cuore del problema sia questo e chiede che su questo ci si confronti, sapendo che nel frattempo migliaia di lavoratori hanno pagato e stanno pagando per mantenere forme di mutualità rispetto alle quali hanno maturato diritti che devono essere senz'altro tutelati.
Chiederemo pertanto al Ministro dell’Istruzione e a quello del Welfare di aprire immediatamente un confronto per verificare:
• se e quanto l’INPDAP stia assolvendo gli obblighi di prestazioni verso gli iscritti ex ENAM, ai quali non è certo sufficiente dedicare un’apposita pagina nel proprio sito web. Serve un dettagliato resoconto dell’accesso ai servizi e degli interventi disposti, con una verifica sui tempi di erogazione per le pratiche tuttora aperte;
• se esistano oggi reali garanzie di continuità in prospettiva, per quanto riguarda l’erogazione dei servizi, alla luce del sopravvenuto inglobamento dell’INPDAP nell’INPS
In base agli esiti del confronto valuteremo, a ragion veduta, se sussistano le condizioni che possono rendere giusto e accettabile il mantenimento della trattenuta ENAM; diversamente chiederemo che si intervenga in via legislativa, come è indispensabile, per la sua cancellazione.
Non potremmo accettare, infatti, che i lavoratori subiscano un doppio scippo, prima quello dell’Ente, poi quello di una trattenuta immotivata e infruttuosa.
Resta ancora un problema: che fare del cospicuo patrimonio immobiliare che l’ENAM ha costituito nel tempo grazie ai contributi versati dai lavoratori? Dobbiamo accettare che venga incamerato dallo Stato, con buona pace di chi ha contribuito - un’intera categoria di lavoratori! - a farlo nascere e crescere?
Noi pensiamo che le cose debbano e possano andare diversamente. Ci piacerebbe che quelle risorse rimanessero, per quanto possibile, nella disponibilità di chi le ha alimentate con la sua contribuzione.
Anche su questo varrebbe la pena ragionare e confrontarsi.
Requisiti per le pensioni, novità per la scuola?

Consentire l'accesso alla pensione con i vecchi requisiti per il personale della scuola che li maturi entro il 31 agosto 2012 (anziché entro il 31.12.2011).
Questo è quanto propone un emendamento, di cui è prima firmataria l'on. Manuela Ghizzoni (PD), al disegno di legge di conversione del decreto "milleproroghe".
Se venisse accolto nel testo definitivo, si amplierebbe in modo significativo la platea dei beneficiari delle disposizioni che attualmente riconoscono tale possibilità in via generale a tutti i lavoratori in possesso dei vecchi requisiti entro il 31 dicembre 2011, un termine che - come affermato più volte dalla CISL Scuola - non tiene debitamente conto della particolare situazione del "comparto scuola", in cui da sempre esiste un'unica data ordinaria di cessazione dal servizio, coincidente con l'inizio dell'anno scolastico (1° settembre).
La CISL Scuola è impegnata a seguire l'evolversi della discussione sul disegno di legge, attualmente all'esame delle commissioni I e V della Camera dei Deputati.
Questa la formulazione che verrebbe ad avere l'art. 24, comma 14, del decreto-legge 201/11, convertito dalla legge 214/11, qualora fosse confermato l'"emendamento Ghizzoni":
14. Le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore (del presente decreto) continuano ad applicarsi per il personale della scuola che matura i requisiti entro il 31 agosto 2012 e ai soggetti che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2011, ai soggetti di cui all'articolo 1, comma 9, della legge 23.8.2004, n. 243, e successive modificazioni e integrazioni, (nonché nei limiti delle risorse stabilite ai sensi del comma 15 e sulla base della procedura ivi disciplinata) ancorché maturino i requisiti per l'accesso al pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011.
19 gennaio 2012
Scrima, sui precari il rischio di una "non soluzione"

La riapertura delle graduatorie ad esaurimento rischia di essere una “non soluzione”, se non si affronta in termini complessivi il problema del reclutamento dei docenti, agendo in due direzioni: accelerare i tempi di svuotamento delle graduatorie e riaprire un canale ordinario di accesso all’insegnamento, dando opportunità e prospettive anche ai più giovani, che da tempo non hanno la possibilità di abilitarsi e di giocare le proprie chance di accesso al lavoro nella scuola.
Al Governo chiediamo di dare continuità e più forza al processo di stabilizzazione avviato col piano triennale dello scorso anno, perché diversamente l’attuale squilibrio tra domanda e offerta di lavoro non potrà che farsi ancora più drammatico. In questo caso l’ingresso in graduatoria rischierebbe di alimentare solo illusioni prive di reale prospettiva.
Roma, 19 gennaio 2012
Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola
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